Cattolici in politica: non confondeteci con Grillo.
Non è poi molto strano che ci sia sempre qualcuno che, di fronte a scadenze elettorali più o meno lontane e a vari livelli, non riprenda la questione dei cattolici in politica e dei loro valori di riferimento. Qualche giorno fa è stato il momento del quotidiano Avvenire che, in una intervista a Grillo, il direttore Traquinio, sembra togliere all’ex comico la crosta dell’uomo dell’insulto facile, riabilitandolo come uno statista post-ideologico. Tutto ciò che lo stesso Traquinio riprenderà in una sua intervista sul Corriere.
E’ un po’ bizzarro che Traquinio non si ponga domande, almeno chiedersi se il post-ideologico Grillo non sia il fondatore di una “nuova ideologia” quella che cerca di stare nel mezzo (al centro saprebbe di vecchie ideologie…), dove il dialogo e la mediazione tra gli opposti schieramenti necessari al governo, si trasforma nella quotidiana contrapposizione tra onesti e disonesti. La pur legittima intervista di Tarquinio a sostegno di M5S, necessita di capire perché il giornale dei vescovi debordi sul sistema di Grillo, delle sue chiusure, del suo essere ammaliatore di folle, ma non credo possa essere messo alla stregua di chi, con la schiena dritta, svolgeva la grande opera di mediazione politica costruendo la storia del nostro paese.
Il clerico-grillismo di Tarquinio, come lo chiama Alberto Melloni, vorrebbe riprendere il concetto di valori non negoziabili di ruiniana memoria? O vuole contrapporre i vescovi a papa Francesco? O forse, pensa che la forza dei valori cattolici possa essere rivissuta da capi popolo che formano fedeli replicanti pena l’espulsione dagli onesti? La storia, la tradizione, il pensiero, la Dottrina Sociale che ha guidato e continua a guidare e ispirare molti uomini e molte donne che si mettono al servizio della politica, dove si trova in questo movimento che lei Traquinio sostiene? Lo stesso mons. Galantino, sostiene che non vi sono convergenze della Chiesa M5S, anche perché ci sono questioni care alla Chiesa come la povertà, il problema dei profughi, le questioni etiche, che il movimento non sa ancora cosa farà da grande. Mi dispiacerebbe che un giorno si distribuissero altre croci per difendere i valori cristiani per trovare, da parte dei politici nuovo-ideologici, un posticino accanto all’altare.
La Chiesa che conosco io e della quale mi onoro di fare parte e che mi ha portato anche ad impegnarmi in politica al servizio della mia città, non è quella di Traquinio, né di Grillo.